9.7.11

Ottava tappa Tour de France 2011: Rui Costa imprendibile, Hushovd resta in testa

Thor Hushovd riesce a mantenere la maglia gialla
Un finale assolutamente esaltante quello dell'ottava tappa del Tour de France. In una lunga tappa di 189 km, con alcuni GPM impegnativi, il portoghese Rui Costa ha festeggiato la sua prima vittoria al Tour. Il corridore della Movistar era andato in fuga fin dalla prima ora di gara e poi, mano a mano, aveva staccato tutti i componenti del gruppetto di attaccanti fino ad arrivare al traguardo in solitaria, seppur con solo 12'' di vantaggio sul gruppo maglia gialla regolato in volato dal belga Gilbert. Terzo l'australiano Cadel Evans che aveva cercato di sfilare al campione del mondo Thor Hushovd la maglia gialla, ma non ci è riuscito in quanto il velocista norvegese incredibilmente non si è staccato dal gruppo dei migliori e non ha perso niente dal forte scalatore. Ottima prova anche del veronese Cunego, 7°, mentre Contador non è riuscito a fare la differenza e non ha dunque recuperato nemmeno parte del suo svantaggio da Evans e Andy Schleck.
Dicevamo, la fuga è partita quasi subito ed era inizialmente composta da Rui Costa, Riblon, Zandio, Engels, El Fares, Zingle, Van Gardener, Gautier e Kolobnev, poi diventano quattro e infine due, ma Van Gardener non riesce a tenere il passo del portoghese della Movistar Rui Costa e perde contatto. Vinokurov, aiutato da Tiralongo, si lancia allora all'inseguimento ed arriva a soli 15'' dal portoghese, ma poi si pianta e viene raggiunto dal gruppo dopo essere stato anche maglia gialla virtuale. Vince quindi Rui Costa e Van Gardener (raggiunto dal gruppo) conquista la maglia a pois del miglior scalatore.
Nella lotta degli uomini di classifica da segnalare il ritardo di Gesink (afflitto dai postumi di una caduta) e Kreuziger (idem).
Domani altra tappa piuttosto difficile con tanti sali e scendi adatta a scalatori e fuggitivi.

Ecco l'ordine d'arrivo:
1. Rui Costa
2. Gilbert               12''
3. Evans                15''
4. Sanchez             s.t.
5. Velits
6. Devenyns
7. Cunego
8. Contador
9. A.Schleck
10. F.Schleck

Copa América secondo turno: Girone C

Nella seconda gara della fase a Gironi della Copa América 2011 il Girone C gioca prima dello B. La capolista Cile con 3 punti (vittoria 2-1 contro il Messico alla prima) sfida l'Uruguay nella partita più avvincente, almeno sulla carta, fin ad ora di questa edizione della competizione in Argentina. L'altro match vedrà impegnate Perù e Messico. Iniziamo con la prima sfida: non è subito da fuochi d'artificio come molti si aspettavano, anzi si confermano i ritmi non elevatissimi che fin qui tutta la Copa ha espresso in tutti gli incontri. All'inizio è la squadra uruguaiana a provare a fare la partita, mentre il Cile si predisponde per ripartire in eventuali contropiedi. non ci sono grandi occasioni, almeno fino al 19', quando Suarez viene liberato in area, ma calcia male alto sulla traversa. Non era facilissimo, comunque. La risposta cilena è affidata ad un'iniziativa di Suazo, che si conclude con la conclusione da fuori di Vidal, anch'essa alta. Per il resto La Roja si affida alle azioni di Alexis Sanchez, ma la vera opportunità del primo tempo arriva di fortuna, dopo un rimpallo: la sfera carambola su Isla, per poi prendere una strana traiettoria che avrebbe probabilmente ingannato Muslera, ma il pallone sbatte sulla traversa. La ripresa offre subito più emozioni. Al 54' Uruguay in vantaggio: Forlan da una palla splendida profonda a Suarez, che in qualche modo prova a districarsi dei difensori sulla sinistra. Il marcatore di Pereira lascia la postazione per raddoppiare il centravanti del Liverpool, ma a quel punto Suarez serve al centro proprio per A. Pereira, che tutto solo la stoppa, prende la mira e la mette in rete di mancino. Entra Valdivia per il Cile, ed è questo il fatto: il neo entrato inventa una palla perfetta profonda, poi sfera all'indietro per l'arrivo di Sanchez, che lascia partire un colpo di punta destro all'angolino opposto... 1-1. Da quel punto sono i cileni a dominare, provando ad impensierire Muslera, e riuscendoci in molte occasioni: alla fine però, la formazione del Nino Maravilla non riesce le poche palle-gol del finale, e termina 1-1. Andiamo ora a trattare l'argomento Messico-Perù. Iniziano meglio i peruviani, che vanno subito vicino al gol con Guerrero al 5': l'attaccante impegna il portiere Michel con un tiro sul primo palo. In formissima è Juan Manuel Vargas, esterno difensivo-offensivo sinistro della Fiorentina. Corre moltissimo, macina gioco e mette nei cross, ma al Perù non basta. Ed ecco la risposta messicana. Ci prova Aquino, ma il difensore Acasiete si interpone. Poi è la volta di G. Dos Santos, che dribbla tre avversari e poi conclude, ma para Fernandez. Nella ripresa è solo Perù, un infinito Perù, e basta. Già dopo poche battute Guerrero ha la palla dell'1-0, ma di testa in tuffo da posizione ravvicinata la manda sul fondo. Poco dopo la replica: Vargas ci prova col suo gran mancino dalla sinistra, ma trova il palo opposto a negargli la gioia del gol. Anche l'appena entrato Yotun sfiora la rete, ma ancora è attento Michel. Arriva la doppia beffa per il Perù, dopo il palo di Vargas... il peruviano coglie anche l'incrocio dei pali su punizione. Il Messico è completamente sparito, sempre che ci sia mai stato nel secondo tempo. Eppure, la rappresentativa messicana poteva addirittura sperare di passare in vantaggio: Dos Santos sbaglia l'1-0, Fernandez c'è ed è attento. Poco dopo sembra confermarsi la giornata "no" per il Perù, perché ancora Guerrero e il terzino dei viola si mangiano la rete dei tre punti. Invece, all'82', si sblocca la partita: dopo una mezza mischia in area, la conclude Guevara che trova liberissimo sul secondo palo Guerrero: il centravanti è assetato di gol e finalmente si riscatta delle occasioni non sfruttate, insaccando in rete la palla a porta vuota. E' il meritato quanto atteso 1-0. Non c'è più tempo, vince il Perù, perchè non bastano i vani tentativi del Messico nel finale di salvare il risultato. E a questo punto la classifica del Girone C ad una giornata dalla fine si presenta così; Cile e Perù a quota 4, Uruguay 2 ed il giovane Messico a 0, con due sconfitte su due in questa Copa América. Per le capolista un piede ai quarti, il Messico è definitivamente fuori (a meno di un miracolo incredibile). La sorpresa in negativo è l'Uruguay, che dopo i due pari si ritrova terza e costretta a vincere per superare il turno.

Settima tappa Tour de France 2011: Cavendish fa il bis a Chateauroux

Il velocista inglese Cavendish
Mark Cavendish ha vinto la settima tappa del Tour 2011. L'inglese, velocista della HTC realizza la sua personale doppietta e, addirittura, raggiunge il traguardo di 17 corse vinte al Tour. Niente male per un corridore di 26 anni.
La lunga frazione Le Mans-Chateauroux è iniziata subito con una fuga ad opera del basco Perez dell'Euskaltel, Talabardon della Saur insieme Meersman e Delage della FDJ. I quattro arrivano ad ottenere un vantaggio massimo di 7', poi, però, il gruppo inizia a recuperare e li raggiunge ai -12 dall'arrivo. Lo sprint finale viene regolato da Cavendish che supera facilmente Petacchi e Greipel. Classifiche naturalmente immutate, se non fosse per quella a punti che conquista lo spagnolo Rojas a discapito del belga Gilbert.
Ritirati due nomi illustri di questo Tour: Tom Boonen e Bradley Wiggins, entrambi per delle gravi cadute.
Domani tappa di media montagna, con vari GPM di seconda e terza categoria. Arrivo per scalatori in cerca di riscatto o per fuggitivi.

Ecco i primi 10 della tappa:
1. Cavendish
2. Petacchi              s.t.
3. Greipel
4. Feillu
5. Bonnet
6. Galimzyanov
7. Hushovd
8. Turgot
9. Rojas
10. Hinault

Ottava tappa Tour de France 2011: Prime vere salite

L'ottava tappa del Tour de France 2011 è molto lunga (189 km) e con diversi GPM. Inoltre è particolarmente adatta a scalatori veloci in volata, anche se non mi sentirei di escludere la possibilità di una fuga da lontano.

Partenza:  Aiugurande
Arrivo:  Super-Besse Sancy

Esaminiamo ora, come di consueto, il percorso e l'altimetria.














In una frazione così impegnativa, è altamente probabile che Hushovd perda la maglia gialla a vantaggio di Evans e che il fuggitivo di giornata scalzi a Hoogerland la maglia a pois. Contador dovrà fare qualcosa per ridurre il proprio distacco dagli altri uomini di classifica e così anche Sanchez dell'Euskaltel. Tra i favoriti anche Gilbert e Vinokurov, adatti a questo tipo di corse.
E secondo voi chi vincerà? Commentate!

8.7.11

Copa América secondo turno: Girone A

Dopo la prestazione non troppo convincente con la Bolivia nella prima gara, l'Argentina cerca riscatto nel secondo impegno della fase a gironi. Un primo pareggio che deve essere subito riscattato, mentre l'allenatore argentino Sergio Batista schiera in campo lo stesso tridente d'attacco, lasciando fuori El Kun Aguero. La partita è Argentina-Colombia; nell'altra gara i colombiani avevano meritatamente vinto 1-0 sulla Costa Rica, andando in capo al Girone. L'altra partita da disputare nel secondo turno della fase a gironi del Gruppo A è Bolivia-Costa Rica. Insomma, la prima promette sicuramente più spettacolo della seconda. Partiamo proprio da qui. Questa è forse la prima vera gara in cui le due squadre sono a pari nel livello di organizzazione e di costruzione del gioco, e si vede fin dai primi minuti. Si sa che l'Argentina ha inevitabilmente un attacco più forte della Colombia (Messi, Lavezzi e Tevez), ma il problema per gli uomini di Batista è che i colombiani hanno una grande capacità nel chiudere gli spazi e ripartire in contropiede: inoltre, la formazione biancoceleste, dall'altra parte, lascia desiderare nella retroguardia. Perciò è la Colombia ad avere le prime palle-gol: al 20' Ramos si divora l'1-o da un passo, su cross dalla sinistra; il centravanti in scivolata la manda clamorosamente alta. Ma è poco dopo che i giocatori colombiani si stropicciano gli occhi increduli: lo stesso Ramos arriva in area, salta il portiere, arriva Burdisso che lo falcia. Sarebbe rigore netto ed espulsione, ma l'arbitro fa giocare, mentre arriva da dietro Moreno che conclude a porta vuota... sul fondo. Non si sa come abbia fatto a sbagliare, fatto sta che si rimane sullo 0-0. Altre occasioni meno nitide si susseguono da una parte e dall'altra, ma la sua vera opportunità di passare avanti la hanno anche i padroni di casa. Lavezzi viene mandato in porta dal filtrante di Messi, ma a tu per tu trova la splendida riposta di piede dell'estremo difensore Martinez. Nella ripresa la Colombia continua a resistere senza troppi problemi, inanzitutto perché gli attacchi argentini sono piuttosto sterili, e poi perché la formazione allenata da Gomez di può tranquillamente accontentare del pari per continuare a guidare il Girone A. Batista prova con due cambi a scuotere l'Argentina, ma il risultato è... due palle gol al 65' e al 67' per la Colombia: prima Armero sfiora il palo con un sinistro insidioso da posizione decentrata, poi Falcao costringe all'uscita rischiosa Romero. Non cambia partita ne risultato, ed è così che il ct prova il tutto per tutto: in campo la quarta punta Higuain. Nei minuti terminali è quasi assedio, con il nuovo entrato che svaria su tutto il fronte offensivo tentando di incidere. Alla fine il match si chiude inevitabilmente sul pareggio a reti inviolate. Per l'Argentina, un altro stop di fronte ai propri tifosi, un vero e proprio "FLOP AMERICA". Passiamo a Bolivia-Costa Rica. La prima squadra è favorita, prima di tutto perché la Costa Rica gioca con una squadra under-23, secondo perché è spinta dal pareggio argentino e vincere significherebbe arrivare in testa al Gruppo A insieme alla Colombia. Le due squadre non sono sicuramente le favorite, ma i limiti difensivi potrebbero dare origine ad una gara avvincente. I ritmi sono subito elevati, e la prima palla-gol è già al 13', quando la Bolivia sfiora il gol con un traversone dalla sinistra, sul quale non arriva per un soffio Marcelo Moreno. Risposta della Costa Rica con Martinez, che da un passo prova lo stacco, ma Raldes salva praticamente sulla linea al 26'. Il primo tempo non è nulla, però, in confronto allo spettacolo visto nella ripresa, che inizia dopo le ultime occasioni della prima frazione: per la Bolivia al 31', con il portiere Moreira che salva in allungo su un cross pericoloso. Poco dopo ci prova Campbell dall'altra sponda, ma la sua conclusione da fuori è bloccata. Nel secondo tempo la Bolivia scompare dal campo, non fa praticamente nulla, a parte un tiro al 50', con Marcelo Moreno che prova su punizione, deviato. Poi solo Costa Rica, che segna, si divora gol su gol, prende legni, sbaglia rigori e va anche in vantaggio di uomini. Andiamo con ordine: la rete dell'1-0 arriva con Martinez; passaggio profondo per Guevara, che tira ma il portiere la para, poi sulla respinta segna proprio l'altro centravanti. Poco dopo Mora di testa sfiora il raddoppio, ma palla sul fondo. Un' altra occasione per la Costa Rica è la punizione battuta da Campbell, che si stampa sulla traversa. Al 71' opportunità del raddoppio: Martinez arriva in porta, sbaglia, poi la da in mezzo per Mora. il suo tiro è respinto sulla riga dal difensore, ma con la mano. E' quindi rigore ed espulsione. Lo batte Guevara, ma clamorosamente l'estremo difensore boliviano risponde, poi sulla respinta ancora Guevara non riesce a metterla dentro. Al 76' la Bolivia rimane addirittura in 9, con l'espulsione di Flores, che commete un fallo, cammina sull'avversario a terra e poi applaude ironicamente la decisione arbitrale. Sulla seguente punizione è Guzman a calciare a rete: un'altra volta sfortunatissima la formazione in vantaggio, che coglie il palo. Un minuto dopo però, arriva il meritato 2-0, al 79': Mora aspetta intelligentemente, poi pennella un lancio profondo perfetto per Campbell, che scattato in posizione regolare fulmina il portiere con un gran piattone sinistro. La gara finisce qui, con la gioia costaricense, infinita per l'impresa compiuta. Delusione boliviana invece, perché ora per qualificarsi serve una vittoria obbligata con la Colombia e si deve sperare in risultati che aiutino la classifica, che a questo punto si presenta così dopo il secondo match: Colombia 4, Costa Rica 3, Argentina 2, Bolivia 1. Questo è il Gruppo A, con la clamorosa sorpresa; i padroni di casa si ritrovano in terza posizione, quasi costretti a vincere nella terza ed ultima partita del girone qualificatorio, accarezando addirittura l'orribile presagio di una eliminazione subito. Vedremo come andrà a finire, manca poco ai quarti...

7.7.11

Settima tappa Tour de France 2011: Un'altra tappa per velocisti

La settima tappa del Tour de France 2011, che si disputerà domani, è molto lunga (218 km), ma è assolutamente piatta e sarà preda dei velocisti, senza però escludere la possibilità di una fuga da lontano.

Partenza:  Le Mans
Arrivo:  Châteauroux

Esaminiamo ora, come di consueto, il percorso e l'altimetria.
















Le varie maglie non dovrebbero cambiare proprietario, ad eccezione della maglia verde della classifica a punti, che il belga Gilbert potrebbe perdere a vantaggio dello spagnolo Rojas e del campione del mondo Hushovd.
E per la vittoria di tappa chi saranno i favoriti? Commentate!

Sesta tappa Tour de France: Show norvegese di Boasson Hagen e Hushovd

Il norvegese Boasson Hagen alla partenza
Una vera e propria festa norvegese nella sesta tappa del Tour 2011: nella immensa frazione di 226 km il velocista della Sky Boasson Hagen ha battuto tutti gli avversari in cima allo strappo di Lisieux, lungo un paio di km. Secondo l'australiano Goss della HTC (il compagno Cavendish si è staccato e non ha disputato la volata) e a seguirlo l'altro norvegese Hushovd, che riesce nell'impresa di tenere la maglia gialla conservando un vantaggio di un secondo sullo scalatore australiano Evans.
Come al solito, ad inizio tappa, si è sganciata una fuga composta dal "nostro" Adriano Malori della Lampre insieme a Roux, Duque, Hoogerland e Westra, raggiungendo un vantaggio massimo di 11'.
Poi Malori ha proseguito con l'olandese Westra fino a 27 km dall'arrivo, per poi continuare da solo in una coraggiosa azione individuale giunta al culmine a soli 3 km dal traguardo. Il parmense, comunque, ha conquistato il "numero rosso", assegnato al corridore più combattivo di giornata. Quando è iniziato lo strappo Contador è stato tra i primi a scattare, ma il tentativo più incisivo è stato quello dell'ex-campione francese Voeckler, ma alla fine è stato il giovane Edvald Boasson Hagen, pilotato dal compagno di squadra Gareth Thomas, ad alzare le braccia al cielo.
Lo statunitense Leipheimer è caduto a circa 5 km dal traguardo ed è arrivato con oltre un minuto di ritardo, con lui è arrivato John Gadret. Samuel Sanchez, invece, ha accusato circa mezzo minuto di ritardo.
Per il resto invariata la classifica generale (Hushovd resta il leader), quella a punti (Gilbert), mentre uno dei fuggitivi di giornata, Johnny Hoogerland, ha conquistato l'ambita maglia a pois.
Domani ci sarà un'altra tappa per velocisti, ma questa sarà nettamente meno ondulata e più appetibile ai vari Cavendish e Petacchi, che oggi si sono inevitabilmente staccati nel finale.

Ecco i primi 10 all'arrivo:
1. Boasson Hagen
2. Goss                       s.t.
3. Hushovd
4. Feillu
5. Rojas
6. Vichot
7. Gilbert
8. Ciolek
9. Marcato
10. Jeannesson

Calciopoli 2: AGNELLI

Il presidente della Juventus Andrea Agnelli ha ieri parlato in pubblico dello scudetto 2006 e del mercato bianconero. C'è stata la presentazione delle nuove maglie, che verranno utilizzate dalla squadra torinese nella prossima stagione. Da Quagliarella e Marchisio, con le maglie d'allenamento o relax, a Del Piero, Pirlo e Buffon, rispettivamente con la prima, la seconda divisa e quella del portiere. Significativo il colore della seconda maglia, il rosa, che rimanda alla primissima divisa juventina, con una stella dal contorno nero. Ma non vi scrivo il post per comunicarvi questo. Esatto, perché in seguito Agnelli ha parlato anche di Calciopoli e di mercato. Vi riportiamo il discorso rilasciato ai tifosi e naturalmente a tutti gli altri ascoltatori dal numero 1 bianconero. "Sono state giornate abbastanza concitate, prima di entrare nel merito vorrei fare un paio di riflessioni. La prima è la serenità d'animo di Del Piero e Buffon, che hanno risposto alle vostre domande sul 2006, su un campionato finito sul campo con 91 punti, con la massima tranquillità. All'epoca molti giocatori dell'Inter dicevano off the record: Questi ci asfaltavano. Non lo ripeterebbero mai, ma lo dicevano. Ripeto, quella squadra ha fatto 91 punti e i giocatori che hanno vinto sul campo e si sono visti togliere il titolo hanno la massima serenità." ... "La seconda riflessione parte dal 28 Aprile 2010, quando a margine dell'assemblea azionisti Exor John annunciò un cambiamento societario importante, con un rinnovamento forte a livello dirigenziale che sarebbe avvenuto presto, e il preannuncio dell'esposto per la revoca dello scudetto 2005-2006. Il principio della richiesta era basato sulla parità di trattamento. Vi leggo un passaggio illuminante dell'esposto: «Gli organi federali possono tuttavia non intervenire e non assegnare il titolo se anche le squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi». Poi il presidente bianconero prende il resoconto di Palazzi e legge il passaggio in cui il procuratore federale parla dell'Inter e del «consenso preventivo alla designazione degli arbitri» che secondo Palazzi è attribuibile al club nerazzurro. «Si è detto tanto in questi giorni, quello che è il nostro timore è che si decida di non decidere, sarebbe la scelta peggiore, sarebbe deleterio in un momento come questo del calcio italiano, uno dei più bassi, un esempio di non credibilità. Abbiamo chiesto parità di trattamento e crediamo che dalle dichiarazioni di Palazzi qualcosa di poco limpido emerga. Io voglio rispetto dalle istituzioni, rispetto verso la Juve, verso i dirigenti, verso i calciatori, verso una società che ha fatto la storia del calcio italiano, verso una società che ha fornito alla Nazionale 27 giocatori su 44 nelle quattro finali vinte di Coppa del Mondo. Io chiedo rispetto, aspettiamo la decisione del Consiglio Federale. Noi siamo l'unica società ad aver avuto danni patrimoniali per centinaia di milioni di euro, abbiamo i mezzi per muoverci anche al di fuori della Giustizia Sportiva. Per il momento non lo facciamo, aspettiamo. Se revocano lo scudetto all'Inter per quanto riguarda la Giustizia Sportiva finisce qui. Per quella ordinaria valuteremo." Per finire il presidente comunica qualche notizia riguardo al mercato. "Per chiudere il cerchio, dobbiamo tornare a vincere sul campo e questo è uno stadio che ci darà un grosso vantaggio per economia e ambiente. Pirlo è uno dei migliori centrocampisti al mondo, perché ci fa fare un salto di qualità che non ha pari rispetto a tantissimi altri giocatori." Ed infine "Per i prossimi sappiamo cosa stiamo cercando. Voi li definite top player, sono sicuramente giocatori di grande qualità ma vogliamo acquistare giocatori al giusto prezzo senza fare aste, l'anno scorso la migliore operazione l'abbiamo fatta a fine agosto (Quagliarella, Krasic). Higuain, Sanchez? Le condizioni non devono essere quelle di un'asta agguerrita." Chiude con queste parole il suo comunicato Andrea Agnelli. Ed ora, dopo queste parole serie e decise, vedremo quale sarà la decisione che verrà presa il 18 Luglio in riguardo all'assegnazione dello scudetto, ma non finisce qui... !!!