23.7.11
Copa América... manca poco!
Manca ormai poco, pochissimo, alla fine di questa Copa América, definita da molti la Copa delle sorprese, già dai primi giorni. Delle tre big ne è rimasta una: Brasile ed Argentina flop nelle prime due sfide del Girone, poi buona prestazione alla terza ma di nuovo crollo ai quarti; i verdeoro contro il Paraguay ai rigori ed i padroni di casa contro un'altra favorita, l'Uruguay, allo stesso modo. La Celeste, appunto, dopo essersi sbarazzata dell'Argentina, ha continuato il cammino alla finale battendo per 2-0 il Perù, grazie alla doppietta di Luis Suarez. La curiosità e che, appunto, il centravanti del Liverpool aveva segnato già un gol ai peruviani, nella prima gara del Gruppo C: poi il match finì 1-1, perché la rete in esame servì infatti a pareggiare il centro siglato da Guerrero. Nelle ultime due partite del Girone, gli uruguaiani, avevano trovato ancora un 1-1, contro il Cile (Alvaro Pereira e Sanchez) ed infine una vittoria ai danni del giovane Messico, ancora Pereira in gol per il definitivo 1-0. Abbiamo nominato il Cile: ma che fine ha fatto la Roja? Dopo aver vinto senza troppi intoppi il suo Girone con 7 punti, gli uomini in maglia rossa si sono un po' troppo rilassati, e non sono bastati Suazo ed il Nino Maravilla per evitare la clamorosa ed inaspettata sconfitta per 2-1 contro il Venezuela, per la prima volta in una semifinale. La Vinotinto, in successione, eliminata dal Paraguay, che se ne va quindi a sfidare la Celeste in una prestigiosa finale. L'Albirroja, nel suo cammino, è arrivata dove sta ora semplicemente con 5 pareggi su 5. Gli incontri della fase a gironi eliminatori sono terminati, infatti, così. Prima contro l'Ecuador (poi ultimo) uno 0-0, poi il 2-2 guadagnato con il Brasile, infine il clamoroso 3-3 con i venezuelani, dato che dal 90' al 93' i paraguaiani si fecero rifilare 2 reti, da 3-1 al 3-3. Poi, nei Quarti e nelle Semifinali, due 0-0 nelle repliche contro verdeoro ed, appunto, il Venezuela. Poi vittoria ai rigori, dopo aver fatto catenaccio per tutti i 120 minuti. Ed ora che avete un po' ricordato, vi mostriamo le finali: l'Uruguay di Tabarez insegue il 15esimo titolo della sua storia in Copa América, e lo fara contro il Paraguay, in finale dopo 32 anni. Per il terzo posto, invece, match agguerrito all'ultimo sangue tra Perù e Venezuela. Non ci manca che guardare, e voi, che aspettate? Il bello arriva ora...
21.7.11
Diciottesima tappa Tour de France 2011: Voeckler resiste ancora

Voeckler, con incredibile stupore, riesce a mantenere ancora una volta la maglia gialla, nonostante i 15'' di distacco da...Andy Schleck, che fa assolutamente una grandissima impresa.
Andiamo comunque a rivedere le fasi finali della corsa.
A ben 60 km dalla linea del traguardo, Andy attacca(come fece già a Plateau de Beille) con altri 2 compagni di fuga andando via al Col D'Izoard, arrivando all'attacco del Galibier con ben 5' di vantaggio sul gruppo maglia gialla, e virtualmente quindi leader della classifica generale.
Veramente gli ultimi km sono stati incredibili: si stacca Contador, si recupera il gap di Andy ma con il forcing di Evans e con Voeckler che incredibilmente mantiene il simbolo del tour ma è avvisato: all'Alpe D'Huez la perderà, la sua amata malia gialla.
Crollo come detto di Contador che ormai è solo un sogno il suo di vincere questo Tour.
Classifiche per ora invariate.
Commentate!
Diciottesima tappa Tour de France 2011: Qui si decide il Tour
Qui i big si dovranno muovere per forza. Nella diciottesima tappa del Tour de France 2011, lunga 200 km, chi vuole vincere a Parigi dovrà attaccare. La frazione è veramente difficilissima con il Colle dell'Agnello (2744 m) in apertura (dopo l'arrivo di ieri a Pinerolo, lì sarà anche la partenza) e poi Izoard (2360 m) e Galibier (2645 m). I mostri sacri del Tour. Sarà la tappa decisiva e Voeckler probabilmente perderà la maglia gialla. Alberto Contador dovrà attaccare per recuperare il distacco dall'australiano Evans, che invece correrà in difesa. E' alquanto improbabile che arrivi in cima al Galibier una fuga, perché dovrebbe aver acquisito un vantaggio imponente.
Partenza: Pinerolo
Arrivo: Galibier (Serre-Chevalier)
Esaminiamo ora, come di consueto, il percorso e l'altimetria.
Quella odierna è tra le tappe più complicate di questa edizione del Tour e sarà importante per tutti i corridori che hanno ambizione di classifica. Salita, discesa, salita, discesa, salita. E' questa la sintesi della tappa. Trovare un favorito per oggi è veramente impossibile: Contador, gli Schleck, Evans, Basso, Sanchez, Cunego e secondo voi?
Commentate!
Diciassettesima tappa Tour de France 2011: Impresa di Boasson Hagen, male Voeckler e Basso
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| Edavld Boasson Hagen fa bis |
Dopo 50 km dalla partenza se ne va una fuga di 14 corridori, poi sul Monginevro si sganciano dal gruppo anche degli uomini con buone ambizioni di classifica, cioè Nicolas Roche e il belga De Weert. Inizialmente guadagneranno molto, ma alla fine otterranno solo 26'' sul gruppo dei migliori. Sul Sestriereè partito il basco Perez Moreno che ha staccato i suoi compagni di fuga, per poi essere ripreso nell'ultima salita dal campione francese Chavanel e da Boasson Hagen. Dopo un po', il norvegese si lascia dietro i due e arriva al traguardo da solo bissando il successo della sesta tappa. Dietro Contador dà inizio alla bagarre, ma stavolta i big sono più attenti e non si stacca quasi nessuno, tranne Voeckler che, in discesa, prende male una curva ed entra in un portone di una casa. Stessa cosa accaduta all'altro francese Hivert. Si stacca anche il capitano della Liquigas Ivan Basso che non è proprio un discesista provetto. Cambia la classifica generale con Thomas Voeckler che vede assottigliarsi il suo vantaggio su Evans, i fratelli Schleck e Contador. Cunego supera Basso ed ora è settimo in generale.
Consulta qui le classifiche sempre aggiornate.
Insomma un buon antipasto in vista delle terribili tappe dei prossimi due giorni con i temibili Galibier e Alpe d'Huez.
Ecco i primi 10 all'arrivo:
1. Boasson Hagen
2. Mollema 40''
3. Casar 50''
4. El Fares s.t.
5. Chavanel
6. Fofonov 1'10''
7. Paterski s.t.
8. Muravyev
9. Hivert 1'15''
10. Bozic 2'20''
Diciassettesima tappa Tour de France 2011: Il Tour sbarca in Italia
La diciassettesima tappa del Tour de France 2011, lunga quasi 180 km, con partenza a Gap arriverà in Italia a Pinerolo. Eh sì! Avete capito bene! Dopo aver affrontato il Monginevro e il Sestrière, si scalerà il Colle di Pramartino e poi, alla fine della discesa, l'arrivo in pianura a Pinerolo, provincia di Torino. Potrebbe essere una tappa abbastanza importante per la classifica generale e la discesa finale potrebbe essere molto selettiva, soprattutto in caso di maltempo e strada bagnata. Si attende un altro scatto di Contador, ma Evans e Schleck non si faranno sorprendere, anche se è più probabile che si sganci una fuga piuttosto numerosa che potrebbe arrivare al traguardo.
Partenza: Gap
Arrivo: Pinerolo
Esaminiamo ora, come di consueto, il percorso e l'altimetria.
Il percorso è impegnativo, ma le salite più insidiosa e lunghe sono a oltre 70 km dal traguardo. Nonostante ciò lo strappo finale e la successiva discesa cambieranno, anche se non di molto, la graduatoria generale. Chissà poi che i norvegesi Hushovd e Boasson Hagen diano luogo ad un altro duello in volata. Chi vincerà secondo voi? Parola ai lettori!
Partenza: Gap
Arrivo: Pinerolo
Esaminiamo ora, come di consueto, il percorso e l'altimetria.
Il percorso è impegnativo, ma le salite più insidiosa e lunghe sono a oltre 70 km dal traguardo. Nonostante ciò lo strappo finale e la successiva discesa cambieranno, anche se non di molto, la graduatoria generale. Chissà poi che i norvegesi Hushovd e Boasson Hagen diano luogo ad un altro duello in volata. Chi vincerà secondo voi? Parola ai lettori!
Copa América semifinali: Paraguay-Venezuela
FORMAZIONI
Paraguay (4-4-2)
Portiere: Justo Villar.
Difensori: Da Silva, Veron (centrali), Piris, Caceres (terzini).
Centrocampisti: Barreto, Ortigoza (centrali), Riveros, Santana (fasce).
Attaccanti: Lucas Barrios, Valdez (punte).
All. Martino.
Venezuela (4-4-2)
Portiere: Vega.
Difensori: Vizcarrondo, Perozo (centrali), Rosales, Cichero (terzini).
Centrocampisti: Lucena, Di Giorgi (centrali), Gonzàlez, Arango (fasce).
Attaccanti: Moreno, Rondon (punte).
All. Farias.
LA PARTITA
E' questa l'ultima semifinale della Copa América: dopo questa partita, rimarranno lo scontro per il terzo posto e la finale. Chi vince andrà a giocarsi la finale con l'Uruguay; chi perde sfiderà il Perù. E' anche una replica Paraguay-Venezuela, dell'ultima partita del Girone B, terminata 3-3, con il pareggio venezuelano da 3-1 tutto nel recupero. Non c'è molo da dire. La partita è bloccata, faticano a venire le occasioni, non decolla. Questo si può spiegare dal fatto che entrambe le squadre tendono a difendersi e spezzare la manovra avversaria, per poi provare a trasformare l'azione da difensiva a offensiva, senza mai opprimere l'avversario e cercare di dominare. A 10 dal termine il Venezuela ci prova ancora con Vizcarrondo, che come contro il Cile la mette dentro: annullato, fuorigioco di Rondon segnalato dal guardalinee. Poco prima dell'intervallo, ancora la Vinotinto vicinissima al vantaggio: Moreno di testa stampa il pallone sulla traversa. L'Albirroja, che nel primo tempo aveva subito, si rialza nella ripresa, almeno per un po', sciupa un'opportunità con Valdez e si demoralizza. C'è l'equilibrio, e basta, null'altro che valga la pena raccontare, a parte la solita girandola di cambi, che alla fine non cambia la storia della partita. Beffa Santa Cruz, che una volta subentrato si infortuna ed è costretto ad uscire dal campo. Gli inevitabili supplementari cominciano male per i paraguaiani: espulso Santana per doppio giallo. La Vinotinto, dall'altra parte, prende coraggio e prova, ma è solo sfortunata, perché le due uniche palle-gol si tramutano in altri due legni: prima il tiro di Maldonado con deviazione determinante di Miku, poi la splendida punizione di Arango beccano il palo della porta difesa da Justo Villar. Si va per l'ennesima volta ai calci di rigore. Il Paraguay per tornare in finale dopo 32 anni, il Venezuela per una storica prima volta. I primi due rigori a testa sono delle esecuzioni perfette; Ortigoza e Barrios da una parte, dall'altra Maldonado e Rey. Tocca ancora al Paraguay, che non sbaglia con Riveros, sotto l'incrocio dei pali. Poi l'errore decisivo: Lucena tira troppo centrale e debole, Villar la blocca e si conferma l'eroe, come contro il Brasile. Il quarto giro di rigori inizia con la trasformazione dal dischetto di Martinez. Poi tocca a Miku. Va il centravanti della Vinotinto, che segna e regala un minuto di speranza in più alla propria rappresentativa. Il match point per l'Albirroja lo tira Veron. Rincorsa e conclusione: il pallone si infrange in fondo alla rete per il definitivo 5-3, che sansisce il ritorno in una finale di Copa América per la nazionale paraguaiana. E pensate che cosa strana: il Paraguay in finale con 5 pareggi in altrettante gare. E sì, perché le prime 3 gare, nel Girone B, sono finite 0-0, 2-2 e 3-3. Poi, nelle repliche contro Brasile e Venezuela, appunto, due vittorie ai rigori; cioè altri due pareggi nei primi 90' e nei 120'. Ed ora, la finale è "Uruguay-Paraguay". Per il terzo posto, abbiamo invece Perù e Venezuela. Continuate a seguirci, perché lo spettacolo della Copa América non è finito, anzi, comincia proprio qua!!!
Paraguay (4-4-2)
Portiere: Justo Villar.
Difensori: Da Silva, Veron (centrali), Piris, Caceres (terzini).
Centrocampisti: Barreto, Ortigoza (centrali), Riveros, Santana (fasce).
Attaccanti: Lucas Barrios, Valdez (punte).
All. Martino.
Venezuela (4-4-2)
Portiere: Vega.
Difensori: Vizcarrondo, Perozo (centrali), Rosales, Cichero (terzini).
Centrocampisti: Lucena, Di Giorgi (centrali), Gonzàlez, Arango (fasce).
Attaccanti: Moreno, Rondon (punte).
All. Farias.
LA PARTITA
E' questa l'ultima semifinale della Copa América: dopo questa partita, rimarranno lo scontro per il terzo posto e la finale. Chi vince andrà a giocarsi la finale con l'Uruguay; chi perde sfiderà il Perù. E' anche una replica Paraguay-Venezuela, dell'ultima partita del Girone B, terminata 3-3, con il pareggio venezuelano da 3-1 tutto nel recupero. Non c'è molo da dire. La partita è bloccata, faticano a venire le occasioni, non decolla. Questo si può spiegare dal fatto che entrambe le squadre tendono a difendersi e spezzare la manovra avversaria, per poi provare a trasformare l'azione da difensiva a offensiva, senza mai opprimere l'avversario e cercare di dominare. A 10 dal termine il Venezuela ci prova ancora con Vizcarrondo, che come contro il Cile la mette dentro: annullato, fuorigioco di Rondon segnalato dal guardalinee. Poco prima dell'intervallo, ancora la Vinotinto vicinissima al vantaggio: Moreno di testa stampa il pallone sulla traversa. L'Albirroja, che nel primo tempo aveva subito, si rialza nella ripresa, almeno per un po', sciupa un'opportunità con Valdez e si demoralizza. C'è l'equilibrio, e basta, null'altro che valga la pena raccontare, a parte la solita girandola di cambi, che alla fine non cambia la storia della partita. Beffa Santa Cruz, che una volta subentrato si infortuna ed è costretto ad uscire dal campo. Gli inevitabili supplementari cominciano male per i paraguaiani: espulso Santana per doppio giallo. La Vinotinto, dall'altra parte, prende coraggio e prova, ma è solo sfortunata, perché le due uniche palle-gol si tramutano in altri due legni: prima il tiro di Maldonado con deviazione determinante di Miku, poi la splendida punizione di Arango beccano il palo della porta difesa da Justo Villar. Si va per l'ennesima volta ai calci di rigore. Il Paraguay per tornare in finale dopo 32 anni, il Venezuela per una storica prima volta. I primi due rigori a testa sono delle esecuzioni perfette; Ortigoza e Barrios da una parte, dall'altra Maldonado e Rey. Tocca ancora al Paraguay, che non sbaglia con Riveros, sotto l'incrocio dei pali. Poi l'errore decisivo: Lucena tira troppo centrale e debole, Villar la blocca e si conferma l'eroe, come contro il Brasile. Il quarto giro di rigori inizia con la trasformazione dal dischetto di Martinez. Poi tocca a Miku. Va il centravanti della Vinotinto, che segna e regala un minuto di speranza in più alla propria rappresentativa. Il match point per l'Albirroja lo tira Veron. Rincorsa e conclusione: il pallone si infrange in fondo alla rete per il definitivo 5-3, che sansisce il ritorno in una finale di Copa América per la nazionale paraguaiana. E pensate che cosa strana: il Paraguay in finale con 5 pareggi in altrettante gare. E sì, perché le prime 3 gare, nel Girone B, sono finite 0-0, 2-2 e 3-3. Poi, nelle repliche contro Brasile e Venezuela, appunto, due vittorie ai rigori; cioè altri due pareggi nei primi 90' e nei 120'. Ed ora, la finale è "Uruguay-Paraguay". Per il terzo posto, abbiamo invece Perù e Venezuela. Continuate a seguirci, perché lo spettacolo della Copa América non è finito, anzi, comincia proprio qua!!!
20.7.11
Sedicesima tappa Tour de France 2011: Trionfa Hushovd, benissimo Evans e Contador
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| Il campione del mondo Thor Hushovd |
Copa América semifinali: Perù-Uruguay
FORMAZIONI
Perù (4-3-3)
Portiere: Fernàndez.
Difensori: Rodriguez, Acasiete (centrali), Carmona, Vilchez (terzini).
Centrocampisti: Yotun, Cruzado, Balbin (centrali).
Attaccanti: Vargas, Advincula (ali offensive), Guerrero (punta).
All. Markarian.
Uruguay (4-4-2)
Portiere: Muslera.
Difensori: Lugano, Coates (centrali), Maxi Pereira, Caceres (terzini).
Centrocampisti: Gargano, Arévalo Rìos (centrali), Gonzàlez, Alvaro Pereira (fasce).
Attaccanti: Forlan, Suarez (punte).
All. Tabarez.
LA PARTITA
Ecco qua la prima semifinale di questa Copa América, tra Perù ed Uruguay. E' una sfida già nota, dato che le due squadre si sono già incontrate in questa edizione, nella gara d'esordio del Girone C. Finì 1-1, gol di Guerrero e Suarez, due centravanti oggi presenti da titolari. La Celeste viene dalla vittoria ai rigori contro l'Argentina, il Perù viene dal miracolo contro la Colombia nei tempi supplementari. Ma iniziamo. Il primo spunto è del Perù, che va alla conclusione da fuori area, attento Muslera che blocca. La risposta uruguaiana all'8', con la punizione di Forlan, un rimpallo ed il destro al volo di Suarez, a lato. Al 16' la prima vera palla-gol del match: pallone per Suarez, che la spizza; da dietro arriva un compagno, tiro a botta sicura da due metri ma il portiere si supera con un miracolo. Al 24' i peruviani si fanno vedere con il suo uomo più pericoloso, Vargas: l'esterno mancino della Fiorentina se ne va con un dribbling sulla sinistra, poi la mette bassa per Guerrero: il centravanti la manca di un soffio, come Advincula appostato più in là. Ultima occasione del primo tempo a 10 dalla fine: Maxi Pereira sulla destra, la mette bassa per Suarez, che è protagonista di una carambola con il difensore e palla sul fondo. Nella ripresa Uruguay subito pericolosissimo, al 53' Suarez fa esplodere lo stadio: Forlan da lontano va di destro, il portiere Fernàndez non benissimo e sulla respinta l'attaccante del Liverpool la insacca da posizione molto complicata. E' scatenato l'uruguaiano: al 58' Maxi Pereira, dopo un recupero palla, cambia gioco per lui, la difesa peruviana non c'è più, se ne va, salta il portiere e va a segnare il gol del 2-0. Doppietta per un attaccante fantastico, come Luis Suarez, che in 5 minuti ha spaccato la partita. Al 69' cartellino rosso: perde la testa Juan Vargas, che da una gomitata volontaria e viene espulso direttamente. Ineccepibile decisione del direttore di gara. Due minuti dopo comunque, proprio il Perù, sotto di due reti e di un uomo, avrebbe potuto riaprire l'incontro, ma il pallone colpito di testa è tra le braccia di Muslera. Ad un quarto d'ora dal termine Forlan per il palermitano Abel Hernandez, la passa per qualcuno, ma quel qualcuno non arriva sul pallone. All'84' Guerrero dai 20 metri tira, Muslera fa una papera ma poi recupera la sfera quando stava per superare la linea di porta. All'88' Chiroque in mezzo per Guerrero, ma Muslera si rifà e la allontana con la punta dei guantoni, salvando il probabile 1-2. E allora non c'è più tempo, il triplice fischio arbitrale ci dice che l'Uruguay è la prima finalista di questa Copa América in Argentina, mentre il Perù viene eliminato dopo delle grandi prove. L'Uruguay continua a sognare, dopo aver eliminato la padrona di casa Argentina e proprio i peruviani, spera nel 15esimo titolo (per quanto riguarda la Copa), per superare gli albicelesti argentini a quota 14 e divenire così la rappresentativa nazionale ad aver vinto più volte questa competizione. Ma c'è ancora una gara da fare, la più importante, la finale, che si svolgerà tra pochi giorni contro la vincente di Paraguay-Venezuela. Chissà come andra a finire...
Perù (4-3-3)
Portiere: Fernàndez.
Difensori: Rodriguez, Acasiete (centrali), Carmona, Vilchez (terzini).
Centrocampisti: Yotun, Cruzado, Balbin (centrali).
Attaccanti: Vargas, Advincula (ali offensive), Guerrero (punta).
All. Markarian.
Uruguay (4-4-2)
Portiere: Muslera.
Difensori: Lugano, Coates (centrali), Maxi Pereira, Caceres (terzini).
Centrocampisti: Gargano, Arévalo Rìos (centrali), Gonzàlez, Alvaro Pereira (fasce).
Attaccanti: Forlan, Suarez (punte).
All. Tabarez.
LA PARTITA
Ecco qua la prima semifinale di questa Copa América, tra Perù ed Uruguay. E' una sfida già nota, dato che le due squadre si sono già incontrate in questa edizione, nella gara d'esordio del Girone C. Finì 1-1, gol di Guerrero e Suarez, due centravanti oggi presenti da titolari. La Celeste viene dalla vittoria ai rigori contro l'Argentina, il Perù viene dal miracolo contro la Colombia nei tempi supplementari. Ma iniziamo. Il primo spunto è del Perù, che va alla conclusione da fuori area, attento Muslera che blocca. La risposta uruguaiana all'8', con la punizione di Forlan, un rimpallo ed il destro al volo di Suarez, a lato. Al 16' la prima vera palla-gol del match: pallone per Suarez, che la spizza; da dietro arriva un compagno, tiro a botta sicura da due metri ma il portiere si supera con un miracolo. Al 24' i peruviani si fanno vedere con il suo uomo più pericoloso, Vargas: l'esterno mancino della Fiorentina se ne va con un dribbling sulla sinistra, poi la mette bassa per Guerrero: il centravanti la manca di un soffio, come Advincula appostato più in là. Ultima occasione del primo tempo a 10 dalla fine: Maxi Pereira sulla destra, la mette bassa per Suarez, che è protagonista di una carambola con il difensore e palla sul fondo. Nella ripresa Uruguay subito pericolosissimo, al 53' Suarez fa esplodere lo stadio: Forlan da lontano va di destro, il portiere Fernàndez non benissimo e sulla respinta l'attaccante del Liverpool la insacca da posizione molto complicata. E' scatenato l'uruguaiano: al 58' Maxi Pereira, dopo un recupero palla, cambia gioco per lui, la difesa peruviana non c'è più, se ne va, salta il portiere e va a segnare il gol del 2-0. Doppietta per un attaccante fantastico, come Luis Suarez, che in 5 minuti ha spaccato la partita. Al 69' cartellino rosso: perde la testa Juan Vargas, che da una gomitata volontaria e viene espulso direttamente. Ineccepibile decisione del direttore di gara. Due minuti dopo comunque, proprio il Perù, sotto di due reti e di un uomo, avrebbe potuto riaprire l'incontro, ma il pallone colpito di testa è tra le braccia di Muslera. Ad un quarto d'ora dal termine Forlan per il palermitano Abel Hernandez, la passa per qualcuno, ma quel qualcuno non arriva sul pallone. All'84' Guerrero dai 20 metri tira, Muslera fa una papera ma poi recupera la sfera quando stava per superare la linea di porta. All'88' Chiroque in mezzo per Guerrero, ma Muslera si rifà e la allontana con la punta dei guantoni, salvando il probabile 1-2. E allora non c'è più tempo, il triplice fischio arbitrale ci dice che l'Uruguay è la prima finalista di questa Copa América in Argentina, mentre il Perù viene eliminato dopo delle grandi prove. L'Uruguay continua a sognare, dopo aver eliminato la padrona di casa Argentina e proprio i peruviani, spera nel 15esimo titolo (per quanto riguarda la Copa), per superare gli albicelesti argentini a quota 14 e divenire così la rappresentativa nazionale ad aver vinto più volte questa competizione. Ma c'è ancora una gara da fare, la più importante, la finale, che si svolgerà tra pochi giorni contro la vincente di Paraguay-Venezuela. Chissà come andra a finire...
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